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Il Teatro dei Pupi di Siracusa conquista la capitale: debutto in prima mondiale con i Pupi Siciliani

La grande tradizione dell’Opera dei Pupi approda a Roma con un progetto destinato a segnare un momento storico per il teatro italiano. All’Acquario Romano di piazza Manfredo Fanti va infatti in scena “Tosca e i Pupi Siciliani”, prima mondiale che porta sul palcoscenico il capolavoro di Giacomo Puccini interpretato attraverso l’antica arte dei Pupi Siciliani, riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Un incontro inedito tra opera lirica e teatro di figura, nel quale il gesto secolare del Pupo diventa espressione visiva del canto, mentre la voce degli interpreti trova nel legno, nei fili e nel movimento una nuova e potente dimensione scenica. L’evento, riservato a rappresentanti delle istituzioni, del corpo diplomatico e del mondo della cultura nazionale e internazionale, nasce dalla collaborazione tra il Teatro Vaccaro Mauceri di Siracusa, custode di una tradizione plurisecolare dell’Opera dei Pupi, e Accademia Costume & Moda, punto di riferimento europeo nella formazione dedicata al costume e alla moda. Sul palco saranno impegnati oltre sessanta professionisti tra artisti lirici, pupari, musicisti, costumisti e maestranze tecniche. L’iniziativa è sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e la sponsorship di Esri Italia.

“Trame di Eroi”: la mostra che introduce l’evento

Ad anticipare il debutto romano è la mostra “Trame di Eroi”, dal 3 al 5 luglio presso la Sala Santa Rita di Roma. L’esposizione, a ingresso gratuito e visitabile ogni giorno dalle 10 alle 12.30, offre al pubblico la possibilità di ammirare i Pupi e gli abiti realizzati dal Maestro Puparo Alfredo Mauceri, interprete e custode di un patrimonio artistico che continua a trasformare memoria, tradizione e racconto in teatro vivo.

Una Tosca essenziale e profondamente teatrale

Lo spettacolo propone una versione di circa un’ora e trenta minuti costruita attorno ai momenti più intensi dell’opera pucciniana: dall’incontro tra Floria Tosca e Mario Cavaradossi nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, alla drammatica tensione del secondo atto ambientato a Palazzo Farnese con il barone Scarpia, fino al tragico epilogo sui bastioni di Castel Sant’Angelo, sulle note di E lucevan le stelle. In questa originale rilettura scenica i Pupi non sostituiscono i cantanti né ne imitano il canto: ne amplificano invece la forza espressiva attraverso postura, gestualità e presenza scenica, diventando il doppio visivo delle voci e restituendo al pubblico una Tosca nuova, essenziale, solenne e di grande impatto emotivo. Ad accompagnare lo spettacolo sarà l’Orchestra Cilea, diretta dal Maestro Attardi, mentre gli abiti di scena portano la firma degli studenti del secondo anno del Diploma Accademico di Primo Livello in Costume e Moda di Accademia Costume & Moda, coordinati dal Maestro Andrea Viotti, direttore del Dipartimento Costumi. Le creazioni sono state progettate per dialogare con la gestualità dei Pupi, valorizzandone il movimento in una sintesi originale tra alta sartoria e artigianato teatrale.

Un luogo simbolo della storia dell’opera

Non è casuale la scelta dell’Acquario Romano, oggi sede della Casa dell’Architettura. L’edificio, inaugurato nel 1887, ha infatti custodito per decenni le scenografie del Teatro dell’Opera di Roma, lo stesso teatro che il 14 gennaio 1900 ospitò il debutto assoluto della Tosca di Puccini. In questo luogo ricco di memoria, la tradizione lirica incontra l’Opera dei Pupi in una produzione che unisce idealmente Siracusa e Roma, Ortigia e l’Esquilino, cultura popolare e grande musica. Più che una semplice contaminazione artistica, “Tosca e i Pupi Siciliani” rappresenta il dialogo autentico tra due linguaggi teatrali fondati sugli stessi principi: il racconto epico, la forza del gesto e la centralità della voce come espressione di verità. La direzione artistica dello spettacolo è affidata ad Antonino Maletta.