L’Etna torna a ruggire: colonna di cenere alta chilometri e voli sospesi a Catania
CATANIA – Torna a farsi sentire la voce dell’Etna. Nelle ultime ore il vulcano attivo più alto d’Europa ha intensificato la sua attività eruttiva, dando vita a una spettacolare quanto preoccupante fase parossistica. Dal cratere principale si sta sollevando un’imponente nube di gas e cenere vulcanica che, spinta dai venti in quota, si sta dirigendo rapidamente verso sud, oscurando il cielo e riversando detriti piroclastici sui centri abitati del versante meridionale.

Il repentino peggioramento delle condizioni visive e la massiccia presenza di polvere vulcanica nell’atmosfera hanno fatto scattare l’allerta rossa per il volo (VONA), costringendo le autorità a correre ai ripari per garantire la sicurezza dei cieli.
Il riflesso più immediato di questa nuova eruzione si sta registrando allo scalo internazionale Vincenzo Bellini di Catania-Fontanarossa. La società di gestione dell’aeroporto (Sac) ha comunicato modifiche drastiche alla regolare operatività:
- Stop agli arrivi: Lo spazio aereo è stato parzialmente chiuso. Tutti i voli in arrivo sono al momento sospesi o dirottati verso gli scali alternativi dell’isola (Palermo e Comiso in primis).
- Partenze limitate: I decolli sono consentiti ma con forti contingentamenti, e sono subordinati alla pulizia della pista e alle condizioni di visibilità dei singoli corritori aerei.
- Ritardi e cancellazioni: Si registrano già file interminabili ai banchi informazioni e pesanti disagi per migliaia di passeggeri.

Il consiglio ai viaggiatori: Le autorità raccomandano caldamente di non recarsi in aeroporto senza aver prima verificato lo stato del proprio volo sul sito ufficiale dello scalo o tramite la propria compagnia aerea.
Non solo aerei. La nube vulcanica spinta verso sud sta provocando una fitta caduta di cenere e piccoli lapilli su numerosi comuni della fascia jonico-etnea e sulla stessa città di Catania.
I sindaci della zona stanno già emanando le prime ordinanze di sicurezza, che prevedono il divieto di circolazione per i mezzi a due ruote (solitamente limitato a 24/48 ore) e la riduzione drastica dei limiti di velocità per le auto, a causa dell’asfalto reso estremamente sdrucciolevole e pericoloso dalla coltre nera.
Al momento la situazione è monitorata costantemente dagli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Catania, che stanno tracciando l’andamento del tremore interno del vulcano per capire se la fase acuta sia destinata a esaurirsi nelle prossime ore o se si prospetti uno stop prolungato per i trasporti siciliani.

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