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Palermo – denunciato soggetto che deteneva in condizioni degraganti oltre 100 esemplari di avifauna esotica

Lo scorso 24 giugno, i Carabinieri del Nucleo CITES del Centro Anticrimine Natura di Palermo, nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo sugli allevamenti di avifauna, hanno effettuato un accesso ispettivo presso un allevamento amatoriale di avifauna esotica.
All’arrivo dei militari, veniva accertata la presenza di oltre un centinaio di esemplari, sia di libera vendita, sia appartenente a specie tutelate dalla Convenzione di Washington, tra cui svariate coppie di calopsite, parrocchetti dal collare, parrocchetti monaci, canarini, pappagallini ondulati, circa una settantina di esemplari di inseparabili facciarosa, nonché un esemplare di pappagallo cenerino.
Tutti gli esemplari risultavano detenuti in condizioni igienico-sanitarie gravemente carenti.

Le gabbie e le voliere presentavano diffusi accumuli di deiezioni, residui organici, polveri e materiale sedimentato sui fondi, sui posatoi, sugli abbeveratoi e sui contenitori del mangime. Anche i locali si presentavano in evidente stato di incuria e carenza di manutenzione; tali condizioni venivano
ritenute incompatibili con la natura degli animali detenuti e produttive di gravi sofferenze per gli stessi.

Pertanto, militari operanti procedevano al sequestro di tutti gli esemplari presenti ed al
deferimento all’Autorità Giudiziaria del detentore per il reato di previsto dall’art. 727 del Codice Penale.
Inoltre, con riferimento all’esemplare di pappagallo cenerino, specie tutelata dalla normativa CITES ed inclusa nell’allegato A (quello con il livello più alto di tutela in quanto gravemente minacciato di estinzione), il detentore non disponeva la documentazione attestante la legale provenienza dell’esemplare, né la necessaria certificazione CITES idonea a giustificarne il possesso,
di conseguenza i Carabinieri del Nucleo Cites procedevano al sequestro dell’animale e al
deferimento del detentore per l’illecita detenzione dello stesso.

In considerazione della particolare tipologia degli animali oggetto di sequestro, ritenendo che un trasferimento in blocco di tutti gli esemplari potesse nuocere alla loro salute, d’intesa con l’Autorità Sanitaria, venivano impartite delle prescrizioni volte a ripristinare le condizioni igienico sanitarie e di vivibilità per tutti gli esemplari, nelle more delle determinazioni dell’Autorità Giudiziaria e dell’individuazione di una struttura idonea a trattenerli.