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Partinico: pallone tensostatico nel degrado, l’intervista shock all’assessore Bonnì: “Il Comune non è un bancomat. Tolleranza zero sugli affidamenti”

PARTINICO – Una notte di schiamazzi, musica ad alto volume e festeggiamenti non autorizzati fino all’alba ha trasformato il pallone tensostatico di Partinico in una discoteca a cielo aperto, lasciando dietro di sé una scia di rifiuti e degrado. Questa mattina, dopo le accorate segnalazioni dei residenti, l’assessore allo Sport Sergio Bonnì si è recato personalmente sul posto per un sopralluogo. Lo abbiamo intervistato subito dopo, trovando un amministratore profondamente deluso, ma determinato a cambiare radicalmente rotta.

Assessore Bonnì, che cosa ha trovato esattamente questa mattina al pallone tensostatico?

«Quello che ho trovato è semplicemente inaccettabile. Una scena che mortifica lo sport e offende un’intera comunità: bottiglie di birra, lattine, cartoni della pizza, contenitori di bevande e plastica abbandonati ovunque, perfino incastrati tra gli interstizi del plexiglass. I residenti della zona mi hanno raccontato di una notte di schiamazzi andata avanti fino alle tre o alle quattro del mattino. Una struttura sportiva è un luogo dove si educano i giovani al rispetto, alla disciplina e al sacrificio. Non è una discoteca, non è un locale per feste private e non è uno spazio dove tutto è consentito.»

Nel suo sfogo c’è un’immagine che l’ha colpita particolarmente, quella di un ciuffo d’erba…

«Sì, quel filo d’erba alto 50 centimetri davanti all’ingresso racconta meglio di qualsiasi parola la strafottenza e la totale assenza di senso civico. È vero, lo dico chiaramente, la manutenzione spetta al Comune. Ma davvero nessuno, tra chi frequenta quella struttura ogni giorno, ha sentito il dovere morale di impiegare cinque minuti per eliminarlo? Il bene pubblico non si tutela soltanto pretendendo servizi. Si tutela sentendosene responsabili. Quell’impianto non appartiene all’Assessore Bonnì e nemmeno alle singole società sportive: appartiene alla città e alle future generazioni. Chi lo utilizza ha il dovere di custodirlo, non di consumarlo. Lo stesso vale per l’energia elettrica, che dovrà essere limitata esclusivamente agli orari delle attività autorizzate e delle gare.»

Da anni invochiamo senso civico e rispetto dei beni comuni. Oggi, però, devo prendere atto che qualcuno continua a confondere un diritto con un privilegio.”

Sergio Bonnì, Assessore

Proprio oggi il Comune ha pubblicato l’avviso per l’affidamento dell’impianto per la prossima stagione. Cambierà qualcosa alla luce di questi fatti?

«Certamente. La pubblicazione dell’avviso è un atto di fiducia nei confronti del mondo dello sport e delle associazioni del territorio, ma questa fiducia non può più essere data per scontata. Gli episodi che continuano a verificarsi impongono una riflessione seria. Se queste sono le condizioni, sarà inevitabile rivedere criteri, modalità e responsabilità degli affidamenti. Non possiamo chiedere ai cittadini di rispettare gli spazi pubblici se chi li gestisce per primo non dà il buon esempio. Per questo voglio essere estremamente chiaro: gli impianti pubblici non saranno più affidati a chi non dimostra, con i fatti e non con le parole, di saperli rispettare.»

Le sue parole suonano come un vero e proprio ultimatum al mondo associazionistico locale.

«Le regole valgono per tutti. Chi pensa che un bene della collettività possa essere utilizzato senza responsabilità, lasciando degrado, sporcizia e disordine, ha completamente sbagliato idea di sport e di comunità. Io continuerò a difendere i valori autentici dello sport, ma difenderlo significa anche avere il coraggio di dire basta quando quei valori vengono traditi. Sono deluso, amareggiato, ma bisogna cambiare rotta. Il Comune non è un bancomat; questo intervento può risultare per me impopolare, ma è ciò che sento e, soprattutto, ciò che constato ogni giorno.»