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Stalla abusiva sulla strada al Villaggio Sant’Agata, salvato puledro: denunciato 19enne a Catania

CATANIA – Una nuova operazione finalizzata alla tutela della salute e del benessere degli animali ha permesso di smantellare un sito totalmente abusivo nella periferia catanese. I poliziotti della Squadra a Cavallo della Questura di Catania, in stretta sinergia con i medici del Servizio Veterinario dell’Asp, hanno scoperto una stalla clandestina allestita nel cuore del Villaggio Sant’Agata, traendo in salvo un esemplare in tenera età.

Il blitz è scattato durante un consueto pattugliamento del quartiere. Nel percorrere una via della zona, gli agenti sono stati attirati da un forte odore di letame che si sprigionava in modo persistente dall’interno di un locale. Sospettando che la struttura potesse nascondere animali detenuti in condizioni igieniche precarie, i poliziotti hanno richiesto l’intervento d’urgenza dei Vigili del Fuoco per forzare l’accesso e consentire l’ingresso agli uomini dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e ai veterinari.

L’ispezione ha confermato i sospetti: l’immobile era stato trasformato in una stalla abusiva, priva di qualunque requisito strutturale o sanitario. All’interno era rinchiuso un cavallo di circa sette mesi, costretto a vivere in uno spazio angusto, caratterizzato da tetti estremamente bassi e totalmente privo di un bevitore automatico per la necessaria idratazione. Il puledro, risultato in precarie condizioni di salute e mai censito all’anagrafe equina, è stato immediatamente sottoposto alle prime cure e identificato tramite l’applicazione del microchip da parte del medico sanitario.

Nel corso degli accertamenti si è presentato sul posto il responsabile, un catanese di 19 anni. Il giovane aveva edificato la struttura senza alcuna autorizzazione proprio a ridosso della propria abitazione, arrivando a occupare indebitamente una parte della sede stradale. Al termine dei riscontri, il diciannovenne è stato sanzionato in via amministrativa per un importo di 6.500 euro e contestualmente denunciato in stato di libertà per maltrattamento di animali. Per l’indagato resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva. L’intervento rientra nei piani di monitoraggio della Questura volti a contrastare le corse clandestine e la macellazione abusiva sul territorio provinciale.